La verità su Renzi

Non ho ben capito il significato di tutte queste puttanate sul fatto che “Renzi è vecchio”, “le sue idee sono vecchie”, o “Renzi non è di sinistra” e simili cazzate.

Non c'entra molto ma mi piaceva l'idea

Per quanto riguarda la vecchiaia, fa ridere che ci si lamenti dell’età anagrafica quando la media della classe dirigente è oltre i sessanta. È chiaro che in confronto al pappone brianzolo anche Bersani sembra giovane, e lo è, in effetti.

Per quanto riguarda l’essere di sinistra o meno sono molto confuso; in realtà sono confuso da molto tempo. Paolo Ferrero ha detto qualcosa a riguardo ma le sue opinioni, su internet, sono meno lette delle mie, per cui non è che mi freghi molto, e poi se il destino della sinistra italiana dipendesse da Paolo Ferrero probabilmente voteremmo tutti Forza Nuova per scongiurare il disastro.

Detto ciò, il PD ha ospitato in sé “nel nome del pluralismo” – e non capisco quale sia l’entità di pluralismo ammessa in un partito, ad esempio, tollereremmo un partito che è razzista ma anche antirazzista ? – un’intera ala con idee molto simili a quelle dell’estrema destra: radici cattoliche, aborto “meglio di no”, froci al rogo, politiche sociali populiste (sempre rigorosamente di estrazione cattolica) e confusione sull’immigrazione. A parte un forte e deciso “l’Italia agli italiani” non c’è molta differenza fra le idee di molti ex-PDini, ora UDC o simili, e Fiamma Tricolore.

Tutto ciò è per dire che non faccio una colpa a Paola Binetti di essere una persona con idee vicine all’estrema destra, pur senza averne la storia politica, perché per me contano poco sia la storia politica che l’etichetta stessa di “destra estrema”. Ognuno ha le sue idee, però vorrei chiedere al PD se è più grave avere certe idee in fatto di mercato del lavoro, liberalizzazioni, competitività, e, perché no, libero mercato, oppure non avere una posizione definita in fatto di immigrazione, di diritti civili, e così via.

Ovvero: il PD vede il suo essere di sinistra nella “sinistra operaia”, nella “tutela del pubblico a prescindere” o ha qualcosa da dire anche in fatto di diritti civili?

Per questo non capisco bene l’origine di “Renzi non è di sinistra” come critica. Se Nanni Moretti diceva a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra” (aspetta e spera, ancora, anni e anni dopo), io dico a Bersani e ai suoi soci che accusano Renzi di essere una specie di Balilla di dire loro qualcosa di sinistra, che abbia senso (così escludiamo Rifondazione), e restringendo il discorso ai diritti civili, all’immigrazione e al rapporto fra cittadino e politica, perché la posizione del PD su queste tre cose non l’abbiamo capita molto, vista la contaminazione.

A questo proposito segnalo un articolo molto interessante, tanto per dire che non si fa di tutta l’erba un fascio perché che non tutti i parlamentari del PD sono dei coglioni. A proposito della vecchiaia di idee e dei paragoni con altri (e.g. Veltroni) questo pezzo è piuttosto esplicativo, mentre segnalo questo per il ridicolo della tesi che espone. Renzi è figlio d’arte perché suo padre era consigliere comunale in un paesello del quale chiunque fuori dalla provincia di Firenze ignora l’esistenza? A questo punto tutti gli italiani di sesso maschile sono figli d’arte perché anche il loro padre era uomo. Segnalo un altro buon pezzo d’opinione che ha senso, anche se purtroppo non racconta niente di nuovo.

Bene.

Visto che ci si è occupati come di consueto delle reazioni degli altri, è bene spendere qualche parola sui contenuti. Molte delle persone spuntate alla convention di Renzi, convention che in separata sede ho paragonato a “un’orgia di felicità confusa” (usando termini ben peggiori), avevano i background più disparati, dal ricercatore frustrato, il pelatone che vuole “la concorrenza delle SIAE” (otttimo, così si privatizzano e fuori dai coglioni), i capelloni in abito che parlano di imprenditoria giovanile, alla liceale speranzosa che finisce il suo intervento con “Viva l’Italia” (lo ammetto, mi son venuti i brividi), a persone che parlavano un creolo anglo-italico perché fa cool.

Personalmente le due perle della convention sono state l’aver finalmente reso partecipe il mondo del fatto che Bossi è uno spastico e farebbe molto meglio a curarsi anziché ostentare la malattia per farsi compatire o per farsi trattare come uno che è “ancora figo nonostante la malattia” (come già dissi, “Wojtyla dei tempi migliori”, non c’è niente di figo, fa solo ridere), e, soprattutto, aver mandato questo video.

Per quanto riguarda il programma nello specifico, ancora si sentono le critiche di “mancanza di originalità”, etc. etc.; ci sono un sacco di cose al mondo che non sono originali, ad esempio la tutela dei diritti umani, smettiamo di parlarne perché “ormai ne abbiamo abbastanza” ? Ci vogliono motivi veri per lamentarsi, come per il punto 90 (“promuovere la natalità”), che è una puttanata colossale per mille e uno motivi, il punto 5 che è molto confuso: non basta abolire le province, bisogna riformare in modo sensato le amministrazioni locali; va bene unire i comuni (ne avevo già parlato), però sarebbe bello un po’ più di dettaglio su cosa hanno intenzione di fare già da ora. Il punto 14 va rivisto: non è sufficiente dire che vogliamo razionalizzare e seguire l’Europa, bisogna fare riferimenti espliciti a missioni fallimentari passate, come l’Afghanistan e l’Iraq, entrambe missioni alle quali ci si è accodati col voto dell’attuale PD, entrambe missioni alle quali ci si è accodati contro il volere delle Nazioni Unite. Se si vuole rompere col passato bisogna avere il coraggio di ammettere questo, ammettere che chi non voleva che l’Italia andasse in guerra in Iraq e in Afghanistan aveva ragione, chi invece ha spinto per farlo non solo aveva torto ma nel lungo termine si è rivelato decisamente irresponsabile, soprattutto alla luce della situazione economica attuale.

Discorsi analoghi si possono fare per altri punti. Certo, fa ridere vedere gente che prende per il culo Renzi e soci per gli ebook e tutte le varie cazzate tecnologiche, paragonando Renzi a sé anziché a una classe politica la cui idea di tecnologia è la macchina da scrivere.

E la proposta (punto 94) di considerare italiano chiunque nasca in Italia è di destra o di sinistra ?

Per concludere, tengo a sottolineare che in tutto ciò io non ho dato un’opinione favorevole o contraria su Renzi, e che ho molti dubbi su varie cose; ad esempio, in tutta questa visione efficientista (che apprezzo) mancano punti su droghe e carceri, entrambi punti di ottima rilevanza economica (e sociale) che sono stati completamente tralasciati; ma si sa, non si può sempre avere tutto dalla vita.

Ommioddio i bambini all’Apple Store

Status

Quando ero alle elementari fummo tenuti per un’ora o più (due anni di fila) da un paio di babbei della Deagostini che dovevano spiegare la multimedialità (che paroloni) a un gruppo di bambini. Inoltre ho ricordi di rappresentanti di case editrici inesistenti che sporadicamente si presentavano a vendere dizionari. Se però quest’anno la Apple fa la stessa cosa (in modo più sbrilluccicoso, immagino), beh, è troppo.

The illusion of democracy

Aside

Alcuni Conservatori inglesi (troppi) propongono un referendum che indicativamente farebbe scegliere al popolo l’uscita, la permanenza, o una revisione delle condizioni dell’adesione all’UE per il Regno Unito. Ma non è tanto questo il problema, quanto il fatto che far passare (o meno) una linea euroscettica per motivi interamente nazionalisti (e ridicoli) venga camuffata dalla “verifica con la volontà democratica del popolo britannico”; che è il modo politically correct per dire “vogliamo far passare il nostro programma sopravvalutando totalmente le facoltà intellettuali del nostro elettorato”.

Certo, questa frase vale per tutti i referendum, però sarebbe bello che qualcuno capisse che “Unione Europea sì o no” non vuol solo dire proibire o incoraggiare le masturbazioni di gruppo guardando il matrimonio di William e Kate in TV.

Due cose sulla manifestazione del 15

Ci sono vari articoli un po’ condivisibili che ho trovato su Internet per quanto riguarda la manifestazione del 15. Uno riguarda gli indignados in USA, bello ma un po’ semplicistico sulle cause ed eccessivamente scaricabarile sulla finanza (la colpa è solo ed esclusivamente della politica, in Arabia Saudita avranno altri problemi ma questi non li hanno, proprio perché la politica mette il naso in tutto).

L’altro riguarda un sarcastico elogio ai “black bloc”; caruccio, ma troppo lungo.

Per quello che mi riguarda, mi fa schifo pensare che la priorità dell’opinione pubblica sia prendersela contro chi ha distrutto una statuina orribile, chi ha spaccato qualche vetrina (quasi tutti danni coperti da assicurazioni), e tutte queste cazzate, con la logica qualunquista del “lo paghiamo tutti noi” perché a parte il fatto che non è vero, ci sono un sacco di cose che paghiamo tutti i giorni e che ci vanno bene.

Paghiamo un Ministro sotto investigazione per mafia, cui nessuno ha ancora spaccato la faccia. Paghiamo Giovanardi e le sue politiche proibizioniste del cazzo, che in termini di sovraffollamento delle carceri, costi della giustizia, forze dell’ordine, etc. etc. probabilmente costano ogni mese ben più dei disordini di Roma. Paghiamo tutti i vari “dirigenti” inutili di svariate aziende pubbliche, e tutte le varie giunte d’Italia con infiltrazioni mafiose, giri di tangenti, e così via. Ma sono tutte spese “per la democrazia”, quindi sono spese giuste.

Non mi vengano a dire “è per questo che siamo scesi in piazza il 15″, perché fare numero in una processione religiosa non serve a un cazzo, elogiare “i manifestanti pacifici” è come elogiare tutte le persone che vedo camminare per strada che hanno il pregio di non scannarsi a vicenda. L’effetto delle loro azioni è nullo.

Per lo meno spaccando una statua del cazzo c’è la speranza che non vengano spesi soldi per costruirne un’altra, perché quella merda sì, la paghiamo noi.

E in ogni caso vedere gente che spacca vetrine dà un tono all’ambiente.

Scambio di ostaggi

Status

Fini: “Romano dovrebbe dimettersi”
Romano: “Insolente, me ne vado se se ne va lui”

A parte che “insolente”, come “pusillanime”, è una di quelle parole che si leggono solo su Topolino, ma è commovente vedere il coraggio di Romano nel suo essere pronto a sacrificarsi in questo modo valoroso. Per la Patria, per il capo, Saverio; baciamo le mani.