Oltre al legittimo sciopero di Wikipedia e svariati altri siti, all’indignazione generale tramite attivismo via facebook, etc., fa piacere che nessuno faccia notare l’ingente danno economico che l’ultima legge di questo governo di cattospastici provoca al mercato di provider di un qualsiasi tipo di servizio internet, visto che costringe pressappoco chiunque non voglia parlare di orsacchiotti cucciolosi a trasferire il proprio sito all’estero. Ancora una volta complimenti liberisti al governo del fare e degli imprenditori prestati alla politica.
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