Dill’indipendentzia

Premessa: prima di dare giudizi: so bene che il tizio di Malu Entu è una miniera di stronzate.

Va un po’ di moda fare referendum perché la nostra democrazia è un po’ malata, lo sappiamo da tempo, però quello sull’indipendenza della Sardegna mi incuriosisce.

La bandiera proposta

C’è una serie di motivi per i quali questa proposta è idiota, ce ne sono altri per cui ha senso.

La Scozia chiamerà nel 2014 un referendum sull’Indipendenza, e non è che freghi molto a nessuno, per un motivo abbastanza semplice: la Scozia non ha una grande ricchezza di cui vuole impossessarsi tramite il suo referendum. Sì, Aberdeen è la capitale europea del petrolio, ma suvvia, era il 1966, e non so quanto ciò ormai vada a beneficio esclusivo della Scozia. Il PIL nominale della Scozia è più basso di quello della Gran Bretagna, per cui le ragioni economiche non sono molte.

Molti paragonano l’indipendentismo in Sardegna a quello catalano o di chissà dove, mentre in realtà il paragone più appropriato nel presente è la Scozia, nel futuro è l’Irlanda – anche perché la Sardegna diventerebbe una repubblica di alcolizzati con una prima lingua ufficiale che non parla nessuno – pur senza le bombe al Nord, ammesso che Olbia non decida di fare la guerra.

La Sardegna non avrebbe immediati vantaggi, perché si staccherebbe da un Paese in media più ricco, e l’Italia non avrebbe grandi svantaggi, perché la Sardegna conta per l’1.5% del PIL e il 2.8% della popolazione italiana; per questo una secessione può solo avere motivi di distacco culturale e geografico; a nessuno in Italia frega un cazzo della Sardegna, per cui non ci sarebbero grossi problemi, cosa che ci potrebbe essere in Alto Adige visto che è al di qua delle Alpi, quindi “entro i confini naturali”, e una rilevante parte della popolazione è comunque italiana (e tale si considera).

Quale è il problema di questa richiesta? Uno direbbe “il richiedente”, che è un po’ un pirla, ma non è solo quello il punto. Il fatto è che i toni sono gli stessi della feccia leghista, si parla di “quest’Italia che non esiste più” e “quest’Europa che ha fallito” con aria di sufficienza, come se la sua soluzione idiota da terzo mondo dei “popoli del mediterraneo” avesse senso. Pensare ad un referendum di secessione per sentimento anti-Italiano è una stronzata pazzesca, esattamente come lo è pensare che “beh visto che la Sardegna si stacca si staccherà anche la Padania” o “perché non staccare anche il sud?”, visto che a quel punto mi chiedo dove fossero le levate di scudi con la scissione della Cecoslovacchia, della Yugoslavia e la secessione del Montenegro.

Per quanto riguarda l’UE, è ovvio che comunque vada dall’UE non si esce; la Sardegna non è la Norvegia, e l’UE non ha “fallito”, comunque la vedano. Non cambierebbe molto a livello europeo rimanendo in Schengen e Unione Europea, cambiando qualsiasi cosa la Sardegna si scaverebbe la fossa; lasciando inalterata la libera circolazione non ci sarebbe nessun cambiamento sul turismo, e su molte altre cose, e non si farebbe la figura degli stronzi in Europa (cosa che fanno Irlanda e Gran Bretagna).

Molto probabilmente il referendum finirà nell’oblio perché i sardi sono piuttosto famosi per non avere le palle di prendere decisioni e considerare tutte le faccende amministrative che ne conseguirebbero “uno sbattimento”, ma chissà, forse dopo il quorum del referendum di qualche giorno fa forse si può iniziare a pensarci sul serio.

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