Pirateria e stronzate

Una cosa buona dell’Italia è che visto che siamo tutti un po’ terroni i pipponi su quanto è brutta la pirateria fatti dai diretti interessati non ce li si caga tanto. È anche per questo che fortunatamente pochi comprano canzoni da iTunes; non perché comprare canzoni da iTunes non vuol dire supportare l’artista, ma perché “ma che palle, si paga”.

Beh, visto che sono una persona elitaria e antipatica delle ultime vere news (#occupystaminchia, critiche prolisse al governo Monti) me ne sono un po’ sbattuto. Questa qua sull’ANSA invece mi ha attirato.

Solo in Italia e solo nel settore dell’Information Technology la riduzione del 10% della pirateria in quattro anni genererebbe in Italia 7.500 nuovi posti di lavoro e piu’ di 1 miliardo di euro di entrate all’erario. I dati sono contenuti in una ricerca della societa’ di analisi Idc e resi noti in occasione del ‘Play Fair Day’, la giornata mondiale per la sensibilizzazione dell’utilizzo del software ‘genuino’ promossa da Microsoft.

Quindi, il “Play Fair Day” è promosso da Microsoft, e la società di analisi IDC organizza (come si vede dal loro sito) numerosi eventi in partnership con vari big del settore. Per carità, c’è par condicio (Cisco, Adobe, e molti altri), però pur nella loro concorrenza reciproca tutti concordano in modo unanime sul fatto che la pirateria informatica è da stronzi. Non perché ci sia un qualcosa di leso (tranne il loro portafoglio, forse), ma tanto per. Che dire, nessuna ragione per dubitare della neutralità dell’indagine.

Diciamo che mi fa sorridere la cifra elencata. C’è recessione, crisi, tutte ste cazzate, quindi cerchiamo un tema popolare… la disoccupazione! Ed ecco che spuntano 7,500 posti di lavoro in più se tutti facciamo da bravi. Innanzitutto non capisco come potrebbero spuntare direttamente, a meno che ciò non voglia dire “se voi non ci faceste perdere tutti questi soldi potremmo assumere più gente”, che è un’affermazione dello stesso calibro di “se non fosse per Grillo non perderemmo le elezioni”.

A questo punto ci sarebbero un po’ di cose che creano un sacco di posti di lavoro che potrei suggerire ad IDC. Uno ad esempio è legalizzare la mafia. Non è necessario tassare gli introiti dalle attività mafiose, basta lasciare tutto così com’è, dire in giro “abbiamo creato dei posti di lavoro, eheh”, e magari chiudere un occhio su eventuali illeciti correlati alle attività mafiose.

Un altro invece è creare una legge che imponga a tutte le imprese con più di 15 dipendenti di assumere un uomo vestito da clown che mantenga per le sue tre ore di servizio giornaliere (dal lunedì al venerdì) presso la sede dell’azienda un’erezione colossale da mostrare ai passanti. Certo, non so quanto siano le imprese con più di 15 dipendenti, forse non 7,500, ma se magari anziché imporre l’assunzione di uno si imponesse l’assunzione di uno per ogni edificio dell’azienda (fabbrica, ufficio, etc.) forse si arriverebbe a quella cifra.

In Italia l’uso del software illegale e’ al 49%, il 10% di riduzione della pirateria porterebbe in 4 anni quasi 4 miliardi di euro in termini di ulteriore volume d’affari per l’intero settore.

Disse il vescovo. No, scusatemi, un tizio di Microsoft. Dunque non era una battuta poco fa, “in termini di ulteriore volume d’affare” vuol dire “se questi figli di puttana non scaricassero Windows 7 crackato e lo pagassero quel prezzo inutile cui lo vendiamo…”, ma c’è di più:

Senza contare che insieme ai software pirata si scaricano nel 75% dei casi componenti aggiuntivi come virus o malware. Cosi’ si mette a rischio anche la propria identita’ digitale che ha probabilita’ di essere sottratta nel 34% dei casi. Usare un software non originale e’ come riporre una carta d’identita’ in un portafoglio bucato.

Sì lo so, anche a me fa incazzare che l’ANSA confonda apostrofi e accenti, ma non è quello il punto. Il punto è che 75% e 34% sono cifre a caso. 75% vuol dire “tanto” e 34% vuol dire “la metà di tanto”. L’analogia del portafoglio bucato è fallace quanto e più di quella che dice che scaricare MP3 è come rubare una macchina, o che uccidere i microbi del raffreddore è come uccidere una persona, e via dicendo.

E il gran finale:

Sul versante consumatori, secondo le stime, i software ‘genuini’ hanno una performance migliore di quelli pirata. Ecco alcuni dati: il 25% dei sistemi operativi illegali e’ risultato infetto e ha scaricato e installato autonomamente un software dannoso; il 25% non e’ in grado di scaricare gli aggiornamenti, le macchine con software originali hanno tempi migliori nell’apertura di pagine web (59%) e consumano meno energia, con un risparmio che varia dall’8 al 20%.

Chiaro che nessuna persona sana di mente pensa veramente che ci sia una correlazione fra il tempo di apertura di una pagina web e il fatto che Snow Leopard l’abbia scaricato da BitTorrent o meno, o che ci siano guadagni in termini di risparmio energetico. Sono tutte cazzate, semplicemente l’autonomia scarsa dei laptop e la frustrazione di una connessione ad internet lenta sono due cose che, come la disoccupazione per l’italiano in crisi, frustrano molto l’utente medio, per cui spingiamo un po’ e magari quei 500€ per Photoshop originale ce li spendi.

A questo punto mi piacerebbe sapere da IDC e soci quanto è costata la loro iniziativa, quanto viene investito in reparti antipirateria (anche per “sensibilizzare”) dai produttori di software (tutto sottratto alle spese per l’innovazione etc.), e, visto che dei loro soldi mi fotte limitatamente, quanto buttiamo via in Guardia di Finanza, tribunali, etc., per faccende riguardanti la pirateria, se con quei soldi non si possa effettivamente realizzare qualcosa di decente…

Mi piacerebbe fare proposte pragmatiche a riguardo ma non c’ho voglia, per cui vi lascio con un interessante video che mi è stato segnalato oggi.

La verità su Renzi

Non ho ben capito il significato di tutte queste puttanate sul fatto che “Renzi è vecchio”, “le sue idee sono vecchie”, o “Renzi non è di sinistra” e simili cazzate.

Non c'entra molto ma mi piaceva l'idea

Per quanto riguarda la vecchiaia, fa ridere che ci si lamenti dell’età anagrafica quando la media della classe dirigente è oltre i sessanta. È chiaro che in confronto al pappone brianzolo anche Bersani sembra giovane, e lo è, in effetti.

Per quanto riguarda l’essere di sinistra o meno sono molto confuso; in realtà sono confuso da molto tempo. Paolo Ferrero ha detto qualcosa a riguardo ma le sue opinioni, su internet, sono meno lette delle mie, per cui non è che mi freghi molto, e poi se il destino della sinistra italiana dipendesse da Paolo Ferrero probabilmente voteremmo tutti Forza Nuova per scongiurare il disastro.

Detto ciò, il PD ha ospitato in sé “nel nome del pluralismo” – e non capisco quale sia l’entità di pluralismo ammessa in un partito, ad esempio, tollereremmo un partito che è razzista ma anche antirazzista ? – un’intera ala con idee molto simili a quelle dell’estrema destra: radici cattoliche, aborto “meglio di no”, froci al rogo, politiche sociali populiste (sempre rigorosamente di estrazione cattolica) e confusione sull’immigrazione. A parte un forte e deciso “l’Italia agli italiani” non c’è molta differenza fra le idee di molti ex-PDini, ora UDC o simili, e Fiamma Tricolore.

Tutto ciò è per dire che non faccio una colpa a Paola Binetti di essere una persona con idee vicine all’estrema destra, pur senza averne la storia politica, perché per me contano poco sia la storia politica che l’etichetta stessa di “destra estrema”. Ognuno ha le sue idee, però vorrei chiedere al PD se è più grave avere certe idee in fatto di mercato del lavoro, liberalizzazioni, competitività, e, perché no, libero mercato, oppure non avere una posizione definita in fatto di immigrazione, di diritti civili, e così via.

Ovvero: il PD vede il suo essere di sinistra nella “sinistra operaia”, nella “tutela del pubblico a prescindere” o ha qualcosa da dire anche in fatto di diritti civili?

Per questo non capisco bene l’origine di “Renzi non è di sinistra” come critica. Se Nanni Moretti diceva a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra” (aspetta e spera, ancora, anni e anni dopo), io dico a Bersani e ai suoi soci che accusano Renzi di essere una specie di Balilla di dire loro qualcosa di sinistra, che abbia senso (così escludiamo Rifondazione), e restringendo il discorso ai diritti civili, all’immigrazione e al rapporto fra cittadino e politica, perché la posizione del PD su queste tre cose non l’abbiamo capita molto, vista la contaminazione.

A questo proposito segnalo un articolo molto interessante, tanto per dire che non si fa di tutta l’erba un fascio perché che non tutti i parlamentari del PD sono dei coglioni. A proposito della vecchiaia di idee e dei paragoni con altri (e.g. Veltroni) questo pezzo è piuttosto esplicativo, mentre segnalo questo per il ridicolo della tesi che espone. Renzi è figlio d’arte perché suo padre era consigliere comunale in un paesello del quale chiunque fuori dalla provincia di Firenze ignora l’esistenza? A questo punto tutti gli italiani di sesso maschile sono figli d’arte perché anche il loro padre era uomo. Segnalo un altro buon pezzo d’opinione che ha senso, anche se purtroppo non racconta niente di nuovo.

Bene.

Visto che ci si è occupati come di consueto delle reazioni degli altri, è bene spendere qualche parola sui contenuti. Molte delle persone spuntate alla convention di Renzi, convention che in separata sede ho paragonato a “un’orgia di felicità confusa” (usando termini ben peggiori), avevano i background più disparati, dal ricercatore frustrato, il pelatone che vuole “la concorrenza delle SIAE” (otttimo, così si privatizzano e fuori dai coglioni), i capelloni in abito che parlano di imprenditoria giovanile, alla liceale speranzosa che finisce il suo intervento con “Viva l’Italia” (lo ammetto, mi son venuti i brividi), a persone che parlavano un creolo anglo-italico perché fa cool.

Personalmente le due perle della convention sono state l’aver finalmente reso partecipe il mondo del fatto che Bossi è uno spastico e farebbe molto meglio a curarsi anziché ostentare la malattia per farsi compatire o per farsi trattare come uno che è “ancora figo nonostante la malattia” (come già dissi, “Wojtyla dei tempi migliori”, non c’è niente di figo, fa solo ridere), e, soprattutto, aver mandato questo video.

Per quanto riguarda il programma nello specifico, ancora si sentono le critiche di “mancanza di originalità”, etc. etc.; ci sono un sacco di cose al mondo che non sono originali, ad esempio la tutela dei diritti umani, smettiamo di parlarne perché “ormai ne abbiamo abbastanza” ? Ci vogliono motivi veri per lamentarsi, come per il punto 90 (“promuovere la natalità”), che è una puttanata colossale per mille e uno motivi, il punto 5 che è molto confuso: non basta abolire le province, bisogna riformare in modo sensato le amministrazioni locali; va bene unire i comuni (ne avevo già parlato), però sarebbe bello un po’ più di dettaglio su cosa hanno intenzione di fare già da ora. Il punto 14 va rivisto: non è sufficiente dire che vogliamo razionalizzare e seguire l’Europa, bisogna fare riferimenti espliciti a missioni fallimentari passate, come l’Afghanistan e l’Iraq, entrambe missioni alle quali ci si è accodati col voto dell’attuale PD, entrambe missioni alle quali ci si è accodati contro il volere delle Nazioni Unite. Se si vuole rompere col passato bisogna avere il coraggio di ammettere questo, ammettere che chi non voleva che l’Italia andasse in guerra in Iraq e in Afghanistan aveva ragione, chi invece ha spinto per farlo non solo aveva torto ma nel lungo termine si è rivelato decisamente irresponsabile, soprattutto alla luce della situazione economica attuale.

Discorsi analoghi si possono fare per altri punti. Certo, fa ridere vedere gente che prende per il culo Renzi e soci per gli ebook e tutte le varie cazzate tecnologiche, paragonando Renzi a sé anziché a una classe politica la cui idea di tecnologia è la macchina da scrivere.

E la proposta (punto 94) di considerare italiano chiunque nasca in Italia è di destra o di sinistra ?

Per concludere, tengo a sottolineare che in tutto ciò io non ho dato un’opinione favorevole o contraria su Renzi, e che ho molti dubbi su varie cose; ad esempio, in tutta questa visione efficientista (che apprezzo) mancano punti su droghe e carceri, entrambi punti di ottima rilevanza economica (e sociale) che sono stati completamente tralasciati; ma si sa, non si può sempre avere tutto dalla vita.

Opinioni, libertà, e altre stronzate

A me Nonciclopedia ha sempre fatto cagare. Non lo dico per fare quello “contro”, mi faceva cagare già da tanto, e non, come dice Wu Ming, perché ironizza su Anna Frank. Non sto ad ammorbare nessuno sul fatto che sono in estremo disaccordo con Luttazzi (ed eventualmente anche Wu Ming) sul fatto che per quello che mi riguarda la libertà di espressione è una cosa ben più importante di una non chiaramente definita “morale”, benché è chiaro che la vita è fatta di compromessi (e.g. se racconto la classica “un negro e un ebreo si buttano da un palazzo, chi cade prima?” in un tribunale ne pagherò giustamente le conseguenze).

Una cosa è da riconoscere però; internet rende tutti stupidi. A nessuna persona che geneticamente ha dei buoni neuroni fa ridere la centotrentesima battuta su Chuck Norris o l’ennesima finta citazione di Oscar Wilde.

Che poi, come giustamente dice Wu Ming (non so se dire “dice Wu Ming” o “dicono Wu Ming” o metterci l’articolo per cui accontentatevi, o voi che leggete), nei confronti di Nonciclopedia non c’è stata nessuna censura, esattamente come non c’è stata nei confronti di Wikipedia. E i due casi non c’entrano un cazzo l’uno con l’altro. Del primo non mi frega nulla; fortunatamente è fregato qualcosa ad altri, fra cui uno che ha scritto un resoconto tristemente divertente. Il secondo caso merita un po’ più d’attenzione, visto che le reazioni sono state più sofisticate di “LOL VASCO ROSSI MERDA”.

Per chi fosse stato a mettere bombe in qualche moschea in questi giorni, Wikipedia è in sciopero della fame tipo Pannella per colpa del DDL sulle intercettazioni, e il comunicato un po’ prolisso è questo qui. Qualcuno dice “chi cazzo se ne frega di Wikipedia, sono ben altri i siti che rischiano”, ed è vero. Il problema però non è che i siti rischino o meno, perché tutti sanno bene che su internet la legislazione ha sempre buchi. Ad esempio, non è ben chiaro cosa succeda nel caso la residenza fisica del sito web sia fuori dall’Italia (non esistono ancora le e-rogatorie), per cui un trasloco può essere sufficiente a curare tutti i mali.

Il problema è che mentre molti sono stati rapidissimi a gridare alla censura – problema estremamente scavalcabile in Unione Europea – non si sentono lamentele tanto frequenti sul contesto in cui avviene tutto ciò. Questo è un pezzo del contesto, ad esempio.

Aggiungo una seconda parte della patata bollente, che già avevo sinteticamente e cripticamente espresso ieri. Questa legge, assieme a molte altre, è l’ennesimo calcio in faccia a tutti quelli che vogliono buttarsi nel business delle telecomunicazioni in Italia, che platealmente favorisce (od obbliga?) la fuga all’estero di qualunque tipo di impresa in materia. È vero che le parole non contano un cazzo, che “il governo del fare” è una presa per il culo fin da quando in tenera età Dell’Utri andava a succhiarlo al boss di turno, però dove cazzo è Confindustria quando serve? Devono essere troppo impegnati a supplicare Marchionne, li capisco pure.

Per quanto riguarda la libertà di espressione, questa legge non cambia un cazzo per quello che riguarda internet, ai fini pratici, sappiamo perfettamente quale è il problema principale, e spaventa un po’ vedere che tutti si sono buttati su Wikipedia solo perché rischiano di non poter più fare i copiaincolla per le tesi triennali.

Sì, lo so che volete sapere chi cade prima fra un negro e un ebreo, ma vi lascerò tirare a indovinare.

Rettifiche

Care teste di cazzo ignoranti di merda che lavorate agli uffici stampa di merda dei ministeri di merda di questo fottuto paese di merda a spese altrui, non c’è nessun tunnel, né materiale né “spirituale” né il cazzo che volete voi fra Ginevra e i laboratori del Gran Sasso. Il “finanziamento” cui fate riferimento non esiste, il tunnel “di facile intuizione” non esiste. Se credete che la polemica sia “strumentale” siete dei coglioni corrotti in mala fede e l’unica cosa che vi meritate è finire in mezzo a una strada senza articolo 18 che vi protegga.

Neutrini!

Premessa: l’esperimento eseguito in Gran Sasso non è come quelli fatti fino ad ora sulla fusione fredda, la verifica degli errori e delle possibili correzioni è stata piuttosto puntigliosa; ciononostante il tutto potrebbe comunque essere smentito. Cosa succederebbe in caso contrario?

Ovviamente se uno vuole avere una vaga idea di quello che è successo cosa c’è di meglio del sito di Repubblica o del Fatto?

Un sacco di cose, naturalmente; contrariamente alle sopracitate fonti (e al Guardian che si unisce al coro degli stronzi) ben pochi si arrogano del diritto di dire “Einstein sbagliava”.

Innanzitutto, per una semplice questione di logica‚ tutta la fisica delle alte energie, che è costruita sulla relatività speciale, andrebbe a puttane assieme ad essa.

La faccenda mediatica principale è la solita stronzata dell’invalicabilità di c, che non sta scritta da nessuna parte, ed è un po’ quello che si dice alla plebe perché non venga in mente che si possa costruire un motore a reazione che accelera fino a una velocità ben superiore a quella della luce.

In parole povere, quello che già si sa è “chi sta sotto sta sotto, chi sta sopra sta sopra, chi sta lì sta lì”, nel senso che quello che non è osservabile è un aumento della velocità di un qualsiasi corpo che arriva a superare c rispetto a un qualunque sistema di riferimento, cioè anche il tavolo della tua cameretta. Quello che è osservabile è una trasmissione di un’onda elettromagnetica nel vuoto a velocità esattamente pari a c. Quello che non è mai stato osservato ma non esplicitamente proibito dalla teoria è una trasmissione superluminale (una particella che parte a una velocità maggiore a c e continua il suo viaggio a velocità sempre maggiore di c).

Qui si ferma tutta la fisica da bar di Repubblica; ulteriormente ci sono altre questioni speculative che possono anche essere completamente smentite.

Una, per quello che dice la teoria, è che i neutrini devono avere massa immaginaria. Quest’affermazione è da prendere sul serio solo se assumiamo che la relatività speciale descriva anche i fenomeni superluminali, e di questo non abbiamo alcuna prova (anche perché è noto che i fenomeni superluminali hanno casini causalità, ovvero è impossibile stabilire in modo univoco il prima e il dopo), e sinceramente non si capisce bene che cazzo di significato abbia una massa immaginaria.

D’altra parte il fatto che i neutrini abbiano massa è congetturato per spiegare le loro oscillazioni; tutto ciò vuol dire “i neutrini hanno massa reale e superano c” oppure “i neutrini non hanno massa e fanno il cazzo che vogliono”, ovvero, o teniamo le oscillazioni spiegate così e buttiamo nel cesso la relatività (cosa difficile per quanto affermato un po’ sopra), oppure diciamo a chi di dovere di pensarsi un altro modo secondo il quale le oscillazioni possano avvenire; personalmente propendo per la seconda idea, ma è la mia opinione.

Certo, la cosa che turba di più è la possibilità di trasmettere informazione a velocità superluminale, per cui in questo senso (che comunque non era una cosa che Einstein avesse mai detto) sì, abbiamo superato c.

Ad aggiungersi al casino, tutto ciò, oltre a incasinare ulteriormente la fisica delle particelle, crea la necessità di una nuova teoria che descriva la cinematica delle particelle superluminali, che magari non avranno inerzia, e questo un po’ consola il fatto che la massa dei neutrini non è mai stato possibile rilevarla direttamente.

Rimane da sapere se ci sono effettivamente esperimenti che mostrano con certezza neutrini andare a velocità inferiore a c (cosa che ignoro). Come già detto all’inizio è tutto in forse per qualche anno, ma piuttosto che dire stronzate gratuite è meglio pensarci su.