Quando ero alle elementari fummo tenuti per un’ora o più (due anni di fila) da un paio di babbei della Deagostini che dovevano spiegare la multimedialità (che paroloni) a un gruppo di bambini. Inoltre ho ricordi di rappresentanti di case editrici inesistenti che sporadicamente si presentavano a vendere dizionari. Se però quest’anno la Apple fa la stessa cosa (in modo più sbrilluccicoso, immagino), beh, è troppo.
Ommioddio i bambini all’Apple Store
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